UN ANNO DI GARANZIA PARTECIPATA

in

 E’ passato quasi un anno dall’incontro presso Mani Tese nel quale una cinquantina di produttori bio della Toscana aderì, per così dire entusiasticamente, al progetto di avviare una sperimentazione insieme ad alcuni tecnici disponibili, e soprattutto ai consumatori organizzati nei GAS e non solo, per riportare la certificazione dei prodotti bio là dove sul finire degli anni settanta si trovava almeno per le piccole aziende: nel rapporto trasparente e fiducioso fra l’agricoltore e il consumatore.

E’ un rapporto che si costruisce direttamente senza la necessità di intermediari o facilitatori; ed è anche un momento di formazione reciproca sui reciproci bisogni. La Garanzia Partecipata è un passo avanti rispetto all’autocertificazione: il gruppo verifica il rispetto delle regole di base, si acquisisce una maggiore credibilità.

L’entusiasmo degli inizi, con tutte e tre le associazioni più importanti della Toscana dei piccoli coltivatori aderenti al progetto, si è subito ridimensionato nel passare alla concretezza dell’azione.

Quando ci si rende conto che non si può delegare niente e che i gruppi locali non si formano se non per germinazione spontanea, quando qualcuno prende localmente l’iniziativa di contattare i produttori e i consumatori della propria zona, per proporre, confrontarsi, stabilire calendari di visite aziendali a cui più o meno tutti sono tenuti a partecipare, ecco nascere dubbi e perplessità.

Nel Mugello, dove vivo, le aziende bio per la maggior parte sono tutte di medio-grandi dimensioni, cerealicole o zootecniche, quindi posso dire di essere stato fortunato: siamo riusciti a formare un piccolo gruppo quasi tutto di orticoltori che ha portato avanti il suo calendario di visite durante l’estate, con piacere e divertimento.

La formazione di gruppi locali è molto importante: permette a produttori che talora nemmeno si conoscono d’incontrarsi, di stabilire un confronto sui metodi di produzione imparando gli uni dagli altri su tecniche colturali, difesa dalle avversità, scelte produttive. Vivendo a poca distanza gli uni dagli altri si può facilmente scambiarsi lavoro, attrezzi,….Perfino produrre insieme per i gruppi d’acquisto.

Con i consumatori il rapporto, incerto e difficoltoso all’inizio, poi si è avviato bene. Naturalmente ci sono sono profonde differenze fra gas di città e campagna e fra i consumatori dello stesso gas, ma sono queste differenze che rendono il rapporto che si crea vivace e stimolante.

Dove non c’è appiattimento e omologazione, ma un ribollire di interessi in costante confronto, senza sopraffazione o cappelli calati dall’alto, nascono le idee migliori e si costruisce giorno dopo giorno una vera democrazia.

Questa esperienza mi ha permesso di capire che le reti locali fra le persone esistono concretamente, e che saranno sempre più forti in barba ai burocrati di ogni sorta, compresi quelli della certificazione bio.

So di altri gruppi che si sono avviati e di altri in formazione e spero che presto ci si possa rivedere fra quei coltivatori di Mani Tese di un anno fa per raccontarsi le esperienze fatte.