TINGERE CON LE PIANTE E ELEMENTI NATURALI

 • “La tintura naturale” di Maria Elda Salice – Manuali Sonzogno.

Una pietra miliare del tintore italiano, scritto negli anni ’70 con la collaborazione del Prof. Panconesi dell’Istituto Tecnico Tessile “T.Buzzi” di Prato.

Vi si trovano le indicazioni generali per tingere e molte ricette sull’uso di singole piante. Lo troviamo un po’ debole sulle indicazioni per la tintura all’indaco, completamente erroneo quando indica la soda caustica come componente per il “tino” ed è superato dagli studi di Michel Garcia per quanto riguarda la mordenzatura delle fibre vegetali, ma comunque un’opera pioniera e una consultazione interessante.


• “Natural Dyes and home dyeing” di Rita J. Adrosko – Dover Editions.Questo libro, mai tradotto in italiano, è citato nelle bibliografie di quasi tutti gli altri manuali di tintura esistenti. Si tratta di un libro americano, tant’è vero che il primo capitolo riguarda le colorazioni usate in America nel 18° e 19° secolo e insegna a tingere con piante che in Europa non si trovano spontaneamente. Ha il pregio di riportare informazioni provenienti da manuali di tintura dei primi dell’’800. E’ veramente una miniera di notizie e informazioni che non dovrebbe mancare nella biblioteca del tintore.

 

• “Pratique de la teinture vegetale” di Dominique Cardon –Editions Fleurus, Paris 1978.

Un piccolo libro dall’apparenza modesta, ma che in realtà riporta, oltre alle indicazioni di base per tingere, un’enorme quantità di ricette con piante spontanee e tutte le procedure per i colori di “gran tinta” (guado, indago, robbia e cocciniglia). C’è pure un interessantissimo capitolo sui licheni, compreso l’oricello, che da solo merita l’acquisto del libro.

• “Early American Weaving and Dyeing” di J. and R. Bronson – Ediz. Dover

Bellissimo manuale per famiglie dal doppio uso: metà è un manuale di tessitura e metà un manuale di tintura pubblicato a New York nel 1817. Tutti questi antichi manuali non hanno il senso dell’ecologia, insegnano ad usare mordenti in parte tossici, ma hanno il fascino dell’esperienza sul campo, di “quando si tingeva sul serio” e testimoniano come negli Stati Uniti vi fosse una certa attenzione per il lavoro domestico, cosa da noi sconosciuta.

• “Tenido con colorantes naturales – recuperacion de una tecnica tradicional” di Celestina Stramigioli. Ediz. Ayllu, Buenos Aires, 1991.

Conosciamo Celestina, una ricercatrice tessile instancabile. Argentina di origine tosco-romagnola, ci ha visitati a Leumann qualche anno fa, ma la conoscenza è più antica, perché intrattenni con lei una corrispondenza anni prima, tant’è che mi inviò il suo pregevole libro, che probabilmente è poco interessante per noi riguardo alle essenze descritte, perché molte non ce l’abbiamo qui in Europa, ma è molto interessante come ricerca etnografica e antropologica . Infatti vi sono riportate diverse conversazioni con artigiane e quindi la tintura naturale assume un carattere di continuità con la tradizione molto particolare. Opera di documentazione più che di consultazione (a parte la ricetta per tingere con la fuliggine grassa del caminetto, veramente simpatica!

• “Le piante tintorie” – Quaderno 4 del Civico Orto Botanico del Comune di Trieste (orto botanico@comune.trieste.it)

Un libriccino con molte informazioni, che fa piacere avere, anche se non aggiunge molto ad altri testi più approfonditi ed è curato anche graficamente.

• “Tingere al naturale” di Anna Rita Lonardoni – Ediz. L’InformatoreAgrario 1995.

Molto curato, propone una serie di tinture con piante tintorie minori, anche insolite. Tratta molto bene anche le piante da fibra e la loro specifica mordenzatura.

• “Dye plants” di John e Margaret Cannon – Royal botanic gardens kew, 1988.

Bellissimo libro con magnifiche illustrazioni e trattazioni della tintura molto interessanti. Veramente imperdibile per il tintore naturale, con una trattazione delle tinture con varie specie di eucalyptus che non si trova su altri testi e con prove di estrazione del colore dalle piante anche con alcool.

• “I segreti dei colori naturali” di Francesca Marzotto Caotorta – Rizzoli 1982, Collana “L’Ornitorinco”.

Un mitico libro che insegna a fare la carta marmorizzata, a tingere fibre tessili, pelle e quant’altro, ricavando molte ricette dal “Plichto de’ l’arte dei tintori” e da altri manuali molto antichi del Cinque, Sei e Settecento. Anche qui si dà la ricetta dell’indaco con la soda caustica, da evitare sia per la sua pericolosità, sia perché dissolve letteralmente lana e seta. Può darsi che l’autrice abbia sperimentato poco, ma le sue ricette pur amatoriali, ci danno colori un po’ pastello e assolutamente poetici. Inoltre ritengo pregevole la trattazione storica nel primo capitolo e sono debitrice a questo libro dei miei primi esperimenti e della sua preziosissima bibliografia.

 

• “Spinning and Dyeing” di Gill Dalby e Liz Christmas – David & Charles, Newton Abbott London North Pomfret (Vt), 1987.

Un delizioso libro, che insegna anche la pratica del filare e tratta la tintura vegetale con molta competenza; corredato di foto assai ispiranti e veramente utilizzabile. E’ un testo che basta da solo a formare buone filatrici e bravi tintori.

• “De la garance au pastel” di Michel Garcia. Ediz. Edisud Nature, Aix en Provence, 1996. Michel Garcia è un vero maestro tintore ed uno sperimentatore di chimica naturale. Lui non si limita a fare ricerche su altri libri, ma “si sporca le mani” e fa prove su prove. In questo libro ci fornisce molte spiegazioni su singole piante tintorie, intervista una maestra tintora, dà la ricetta perfino di un inchiostro fatto con le galle e altre piante contenenti tannino.

• “Plantes colorantes – Teintures végétales” di Michel Garcia e Anne-France Bernard. Ediz. Edisud, Aix en Provence 2006. Anche in questo libro Michel Garcia ci propone una carrellata di piante tintorie molto interessanti, più un capitolo sulle sue infallibili mordenzature. La differenza tra aver imparato qualcosa da Michel e tingere da autodidatta non è piccola: dopo un seminario con Michel le tue idee sono molto più chiare e padroneggi molto meglio le tecniche. La sua conoscenza sull’estrazione dei blu dalle piante che contengono indigotina è davvero grande e Michel non è geloso della sua arte. Tutti i suoi libri sono dunque insostituibili

Il testo di Gun Lundborg pubblicato in Edagricole di cui non ricordo il titolo. Fondamentale per la ricetta del rosso misto robbia-cocciniglia e altre importanti note.

 

Ognuno di questi libri rimanda ad altri ancora con interessantissime bibliografie.