SBARCOGAS 2011. L'ECONOMIA SOLIDALE A L'AQUILA

Scegliere L’Aquila per il convegno Nazionale dei Gruppi di Acquisto Solidale è emblematico per far capire come si può passare dalla distruzione alla ricostruzione solidale. Dopo il terremoto che ha ferito così tragicamente l’Abruzzo e dopo politiche e lavori che lasciano ancora oggi, dopo 2 anni di distanza, numerosi problemi e situazioni irrisolte, SbarcoGas 2011 cercherà di portare la concretezza dell’economia solidale.
 
Il tema del convegno è infatti l’analisi della capacità dell’economia solidale di generare risposte rispetto all’attuale crisi ecologica, sociale ed economica.
Molte le iniziative collaterali in programma per far conoscere le attività di economia solidale abruzzese, sia attraverso il mercato contadino e la Fiera Equo solidale, sia tramite  le escursioni a piedi e le visite guidate alla città. 
Fonte: www.sbarcogaslaquila.it 
 
CARTA D’INTENTI DELLA  RETE DI ECONOMIA SOLIDALE
R.E.S. ABRUZZO
L’Economia Solidale è un modello non convenzionale, che promuove, attraverso una molteplicità di azioni, la crescita della consapevolezza, l’educazione, l’informazione e la responsabilizzazione di tutti i soggetti  che operano nel rispetto dei principi di equità e sostenibilità ambientale.
Questo documento nasce dalla volontà di formalizzare l’esistenza di una rete di economia solidale in Abruzzo e rappresenta la carta d’intenti nella quale la molteplicità dei soggetti possa riconoscersi.
 
INTRODUZIONE
I promotori
Il processo di realizzazione di una rete di economia solidale nella regione Abruzzo viene promosso e portato avanti dai Gruppi di Acquisto Solidale e dai Produttori del territorio, dalle organizzazioni di Turismo Responsabile e della Finanza Etica, dalle Botteghe del Mondo e dalle Cooperative sociali ed Associazioni che operano da diverso tempo nella regione. La R.E.S. Abruzzo è da considerarsi aperta a tutte le realtà che operano secondo i valori e i principi enunciati nella presente.
 
Le motivazioni
Si ritiene necessario creare le condizioni favorevoli affinché iniziative economiche diverse, ispirate dai principi di democrazia, equità, sostenibilità ambientale e territorialità, trovino opportunità  per conoscersi e farsi conoscere innescando così la diffusione di processi economici nuovi, coordinati e partecipati, nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti, oltre che al contesto sociale e ambientale in cui operano. 
 
La strategia delle reti
Il rafforzamento e l’espansione delle realtà dell’economia solidale passano attraverso la costruzione di circuiti relazionali in cui fluiscano beni, servizi e informazioni prodotti dalla stessa, creando così strutture e prassi  proprie di un diverso paradigma economico.
 
CARATTERISTICHE DELL’ECONOMIA SOLIDALE
Le pratiche di economia solidale si identificano dalla loro tensione verso i seguenti elementi caratterizzanti:
  • nuove relazioni basate sui principi di reciprocità e cooperazione;
  • giustizia e rispetto delle persone: condizioni di lavoro, salute, formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali, pari opportunità (sostenibilità sociale);
  • equa gestione delle risorse naturali: rispetto del principio di riproducibilità, razionalizzazione nei processi di consumo e sfruttamento territoriale e di produzione di emissioni inquinanti (sostenibilità ambientale);
  • partecipazione democratica (autogestione, partecipazione alle decisioni tramite una struttura orizzontale);
  • impegno nell’economia locale e rapporto attivo con il territorio (partecipazione al “progetto locale”);
  • disponibilità a entrare in relazione con le altre realtà dell’economia solidale condividendo un percorso comune; 
  • tensione al rispetto della legalità, anche in rapporto con l’impegno diretto contro le economie criminali.
  • impiego degli utili per scopi sociali;
Riteniamo che ogni riflessione o elaborazione culturale e teorica dovrà mantenere un confronto continuo con le pratiche in atto e, d’altro canto, le prassi consolidate non potranno prescindere dal  misurarsi continuamente con i principi enunciati. La concreta applicazione dei valori espressi  è demandata al Codice Etico e al Regolamento, documenti  volti a  delineare, da un lato,  un corpus normativo di rifermento e, dall’altro, i criteri operativi della Rete.
I  DISTRETTI  DI  ECONOMIA SOLIDALE
Nel processo di costruzione della R.E.S. riteniamo strategica l’attivazione di “Distretti di Economia Solidale” (DES), dislocati nel territorio. Tali distretti si configurano quali “laboratori” di sperimentazione civica, economica e sociale, e come esperienze pilota in vista di future più vaste applicazioni dei principi e delle pratiche caratteristiche dell’economia solidale.
A titolo esemplificativo i “soggetti” dei Distretti dell’economia solidale comprendono:
  • le imprese dell’economia solidale e le loro associazioni;
  • i consumatori e le loro associazioni;
  • i risparmiatori-finanziatori delle imprese e delle iniziative dell’economia solidale e le loro associazioni o imprese;
  • i lavoratori dell’economia solidale;
e più in generale tutti quei soggetti che, condividendo i principi enunciati nella presente, si dimostreranno portatori di interessi coerenti con i suddetti.
I PRINCIPI DELLA RES
I processi di globalizzazione accelerano le dinamiche dell’economia di mercato,  provocando nei diversi territori locali uniformazione, sradicamento, oltre a varie forme di degrado ambientale e sociale.
Nello specifico, essa si pone come una realtà territoriale, economica e sociale, che persegua la realizzazione dei seguenti  principi:
1) Valorizzazione della territorialità  e delle dinamiche relazionali:
  • rapporti fondati su reciprocità, cooperazione e fiducia;
  • valorizzazione e tutela del capitale culturale, sociale, ambientale;
  • continuo miglioramento della qualità e della varietà dei beni e dei servizi caratteristici;
  • impiego prevalente di beni e servizi offerti dal distretto e dal territorio;
  • integrazione delle culture presenti;
  • promozione di circuiti virtuosi tra qualità della produzione, del prodotto e delle relazioni sociali perseguita attraverso la realizzazione di una filiera corta, caratterizzata dall’alleanza tra lavoratori, consumatori e produttori. Tale filiera si fonda su una trasparenza dei processi produttivi e di generazione del prezzo derivanti dalla creazione di rapporti fiduciari basati su sistemi di produzione e consumo locali legati all’identità regionale;
  • stili di vita e di consumo essenziali ed equilibrati, improntati alla sobrietà e alla consapevolezza delle scelte, focalizzati sulle relazioni piuttosto che sul possesso;
  • utilizzo di strumenti quali lo scambio, il riuso e la banca del tempo;
  • intreccio di relazioni e scambi con altri territori volto alla valorizzazione delle specificità produttive e culturali di ogni singolo territorio;
  • promozione di attività culturali, creative, artistiche e intellettuali tese allo sviluppo di una nuova etica dell’economia non subordinata al profitto.
In sintesi, si intende valorizzare le caratteristiche peculiari dei luoghi (beni comuni, conoscenze, saperi tradizionali, patrimonio ambientale, ricchezze sociali e relazionali). Tali elementi sono visti come ricchezze da accrescere e valorizzare e non come risorse da sfruttare con l’obiettivo di massimizzare il profitto.
2) Sostenibilità sociale
Principi Generali
  • rapporti basati su trasparenza, onestà e legalità;
  • rispetto dei diritti umani, civili, sociali e sindacali di quanti partecipano al ciclo economico;
  • inclusione sociale (categorie protette, migranti, pari opportunità, ecc.);
  • affermazione dei principi etici e di solidarietà prima che economici e di profitto;
  • lotta contro povertà e disuguaglianza su scala locale e globale per favorire una più equa redistribuzione della ricchezza;
Lavoro
  • continuo miglioramento della qualità dei contratti e delle condizioni di lavoro verso forme garantite e non precarie;
  • promozione dell’equità nella redistribuzione degli utili attraverso il loro investimento, in particolare nella creazione di nuovi posti di lavoro;
  • miglioramento della qualità della vita, anche attraverso una gestione del tempo orientata ad attività culturali, sociali e relazionali;
Mercato
  • formazione equa e trasparente dei prezzi di beni e servizi;
  • privilegiare organizzazioni economiche di piccole dimensioni;
  • rifiuto di prodotti ottenuti attraverso sperimentazione su animali e coltivazione di OGM.
  • Finanza e Risparmio
  • impiego e investimento di utili sulle attività della R.E.S. o per altri scopi con finalità sociali;
  • utilizzo di strumenti di finanza etica;
Solidarietà Internazionale
  • promozione della solidarietà e della cooperazione internazionale, rispettosa della cultura, della società e dell’ambiente in cui si interviene;
  • riduzione dell’uso delle risorse volto ad alleggerire il peso del nostro sistema economico sugli equilibri globali;
3) Sostenibilità ambientale
  • sostegno all’agricoltura biologica, biodinamica e a tutte le forme di agricoltura rispettose della Terra,
  • rifiuto prodotti OGM;
  • razionalizzazione dei consumi di risorse;
  • uso prevalente di prodotti locali;
  • riduzione dell’impatto ambientale attraverso l’uso di tecnologie a basso consumo energetico, di energie rinnovabili, di materiali riciclabili e biodegradabili, limitando l’uso di materie inquinanti, riciclando e riutilizzando;
  • utilizzo di prodotti durevoli e ad alta utilità.
La realizzazione pratica dei principi fondamentali enunciati viene perseguita attraverso il metodo della partecipazione attiva dei soggetti che si attua attraverso la loro partecipazione agli organi di gestione.
L’insieme dei soggetti, singoli e diversamente organizzati, costituiscono la Rete dell’Economia Solidale della regione Abruzzo.
Il presente documento è stilato nel rispetto dei documenti elaborati dal Tavolo R.E.S. Nazionale.