PREGHIERA DELL'ARTIGIANO

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Questo testo è in uso dai Compagnon des Metiers d’art  nella Comunità dell’Arche fondata da Lanza Del Vasto

Buon Dio, insegnami a far buon uso del tempo che mi dai per lavorare, a ben impiegarlo senza sprecarne.
Insegnami ad avvantaggiarmi degli errori passati senza che io sia roso dagli scrupoli.
Insegnami a progettare senza tormento, a immaginare l’opera senza affliggermi se riesce diversa.
Insegnami a unire la fretta alla lentezza, la serenità al fervore, lo zelo alla pace.
Aiutami nel principio dell’opera, dove sono più debole.
Aiutami, nel cuore del lavoro, a tener viva l’attenzione, e soprattutto colma i vuoti della mia opera.
In tutte le fatiche delle mie mani, lascia un segno della tua grazia per parlare agli altri e un mio difetto per parlare a me stesso.
Conserva in me la speranza della perfezione, senza la quale mi perderei d’animo.
Conservami nell’impotenza della perfezione, senza la quale sarei vinto dall’orgoglio.
Purifica il mio sguardo: se lavoro male, non è sicuro che questo sia male; se lavoro bene, non è sicuro che questo sia bene.
Insegnami a pregare con le mani, con le braccia e con tutte le mie forze.
Ricordami che l’opera delle mie mani ti spetta e che mi spetta rendertela, facendone dono.
Che se lavoro per il gusto del profitto, come un frutto dimenticato marcirò nell’autunno;
che se lavoro per piacere agli altri, come un fiore appassirò la sera.
Ma se lavoro per amor del bene, resterò nel bene.
E lavorare bene è al tempo stesso lavorare per la tua gloria.
 
Anonimo