OLIVE FUORI TEMPO MASSIMO

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Ogni anno qui al Palazzetto quando arriva la stagione dei morti e cioè ai primi di novembre si comincia la raccolta delle olive. Noi non siamo tra i primi ad iniziare perché già in tanti altri poderi si comincia a cogliere addirittura ad ottobre poiché,è invalsa ormai da diversi anni nelle nostre terre (campagna intorno a Siena e a Firenze)l'abitudine a cogliere sempre più anticipatamente le olive nella convinzione che l'olio sia di migliore qualità.
Quando alla fine degli anni sessanta e settanta arrivai a Casole e cominciai ad aiutare i contadini di Palazzetto a cogliere le olive si iniziava la raccolta dopo l'Immacolata e cioè l'8 Dicembre e si proseguiva fino a che non si era finito.
Adesso la tendenza è a cogliere prima possibile e succede che a Natale i frantoi siano già definitivamente chiusi e quindi siamo costretti a cogliere con ritmi molto frenetici approfittando di ogni ora di tempo buono concesso per la paura di non trovare più un frantoio aperto, anche noi abbiamo raccolto i nostri buoni quintali, abbiamo fatto un olio eccellente e con il 31 Dicembre la stagione della raccolta delle olive era finita.
Ma...... non erano finite le olive perché erano rimasti diversi alberi che, seppur non carichi, avevano ancora una buona quantità di olive e a me dispiaceva che tutto quel ben di Dio andasse perduto. La Natura nella sua magnanimità produce frutti, semi, erbe per il nostro sostentamento e non è giusto sciupare queste ricchezze, anche se poi , in realtà non va sprecato niente perché tutti gli altri esseri del creato riciclano e si nutrono di tutto quello che l'uomo scarta e lascia.
Allora ho preso la rete piccola,l'ho portata giù dove erano questi olivi e con tranquillità e magari anche con un po' di sole e non tutti i giorni ho colto quel che era rimasto, ho riempito diversi secchi e, cosa eccezionale, le olive che erano rimaste sull'albero erano solo quelle sane che il gelo aveva fatto maturare benissimo e aveva reso più dolci.
Il resto dell'amaro che ancora avevano l'ha portato via il sale grosso con cui l'ho mescolate e poi, fatte asciugare a dovere vicino ad una stufa,sono finite in una scodella insaporite di timo, aglio, santoreggia, arancio ed origano per allietare la tavola di chiunque le voglia gustare.
L'esperienza di questa raccolta “fuori tempo massimo” si è conclusa oggi 9 Marzo in una limpida ed ancora fresca giornata di sole insieme al ronzio di qualche timida ape annunciatrice della primavera........ ma le olive stavano ancora ben attaccate alla pianta.