IL CERAMISTA, PER LA PROPRIA SICUREZZA E ANCHE PER GLI ALTRI

Resoconto dell’incontro svolto durante la Fiera Internazionale della Ceramica Firenze, 2 Ottobre 2010 P.za SS. Annunziata

Le materie prime con le quali lavora il ceramista sono considerate altamente pericolose sia per la qualità dei prodotti, che sono polveri di origine minerale che si trovano in natura, per la loro concentrazione elevata e per la loro finezza.

La legge italiana impone a noi artigiani nella nostra piccola realtà le stesse modalità di precauzioni d’uso che applica all’industria, queste non sono evidentemente proponibili per questioni di spazio, di costi e soprattutto di quantità di materiali lavorati; il ceramista può attuare delle modalità di diverso tipo, non peggiori anzi sicuramente più versatili e trasversali a seconda dei problemi e del tipo di lavorazione che utilizza in laboratorio.

Basterebbe osservare alcune precauzioni mentre si lavora e si abita all’interno del proprio laboratorio.

Nel corso del lavoro bisogna indossare vestiti adibiti solo per il laboratorio, scarpe idonee (antiscivolo e antiurto) e un camice possibilmente con le maniche lunghe chiuse con un elastico, la cosa migliore sarebbe cambiarlo ogni giorno per non respirare la polvere che si è seccata dal giorno precedente.

I vestiti e i camici del laboratorio vanno lavati in lavatrice, separati dagli altri indumenti.

Il laboratorio andrebbe tenuto pulito con frequenza per evitare polvere negli scaffali ed in terra perché muovendosi e camminando si solleva polvere che poi respiriamo.

L’argilla va lavorata il più possibile ad umido, cercando di non utilizzare il metodo della scartatura a secco con carta a vetro o paglietta di ferro, l’argilla contiene silicio e con il lavoro ad umido riduciamo tantissimo il rischio silicosi.

Durante la pesatura e la miscelatura delle polveri per la formulazione degli smalti con l’acqua ed anche le pulizie si deve indossare la mascherina, con protezione FPP3, per impedire l’inalazione mentre si eseguono queste operazioni ad alta densità di polvere, l’uso della cabina di aspirazione ad acqua, per chi ne è in possesso, consente di eseguire lavori polverosi in sicurezza.

Le polveri che utilizziamo sono pesanti ed una volta che si depositano nei nostri polmoni non riusciamo ad espellerle, provocando malattie come cancro o silicosi. L’uso del piombo e della non attenzione nei suoi riguardi può portare al saturnismo, per fortuna le industrie l’hanno quasi eliminato dai loro prodotti pronti.

 

 

A crudo quasi tutti gli ossidi metallici ed i coloranti a base di ossidi metallici sono tossici quindi oltre al problema dell’inalazione bisogna stare attenti a non ingerirli: in laboratorio non si deve né fumare né mangiare.

Particolare riguardo dobbiamo avere nell’uso di cadmio, selenio e cromo esavalente materiali molto tossici, sarebbe giusto fare a meno di certi rossi e non immettere queste sostanze nel ciclo produttivo.

Sarebbe buona regola indossare i guanti per più tempo possibile durante la lavorazione degli smalti (rivestimenti vetrosi), quando non è possibile cercare di mantenere lavate e pulite le mani per evitare l’assorbimento di sostanze nocive alla salute attraverso la pelle, al bisogno e se non abbiamo guanti potremo utilizzare una crema barriera.

Durante la cottura si sviluppano delle reazioni chimiche che sprigionano gas tossici ed un’elevata concentrazione di anidride carbonica quindi è preferibile effettuare le cotture durante la notte ed aerare l’ambiente prima di cominciare a lavorarci per questo è sempre meglio posizionare il forno vicino ad una finestra e anche lontano dal lavandino per evitare problemi elettricità/acqua.

Quando si torna nell’ambiente domestico la prima cosa che si deve fare è cambiarsi gli abiti e le scarpe e lasciare questi ultimi in un armadio o un luogo appartato per evitare di rilasciare polvere, nel rispetto di noi stessi e di chi vive con noi.

Il ceramista ha responsabilità non solo nei suoi confronti , ma anche nei confronti di chi compra i suoi manufatti.

Se i nostri rivestimenti vetrosi non sono stabili e fatti con le materie prime sbagliate l’uso prolungato dei nostri oggetti a contatto con i cibi, che hanno una loro acidità o basicità, potrebbero rilasciare sostanze nocive nei cibi.

E’ necessario rispettare le percentuali massime consentite di certe materie prime come il carbonato di bario oppure l’eliminazione di certi componenti dai rivestimenti, se usati a scopo alimentare. Accertarsi della stabilità dei rivestimenti provando a lasciargli succo di limone, aceto per 24 ore.

Quando non siamo sicuri c’è la possibilità di far testare le ceramiche da laboratori specializzati che le lasciano a contatto con acido acetico per 24 ore e poi analizzano i residui della eventuale cessione.

Poiché le persone non possono essere a conoscenza di tutto ciò sta alla coscienza dei ceramisti lavorare rispettando certe regole