CERTIFICAZIONE PARTECIPATA

 Domenica 31 maggio, Terra Futura -Firenze

PRESENTAZIONE DEI SISTEMI DI GARANZIA PARTECIPATA

Eva Torremocha (Andalusia, Spagna) è un tecnico che fa parte di un comitato di rappresentanti di SPG (Sistemi di Garanzia Partecipata) che si tengono costantemente in contatto allo scopo di coordinare ed armonizzare tra loro i vari processi di garanzia partecipata esistenti nel mondo.

Sono 6 rappresentanti provenienti da India, Africa, Sud America, Europa, ecc

 

UN PO’ DI STORIA

La Garanzia Partecipata è un processo che assume, a seconda delle zone dove si sviluppa, caratteristiche diverse. In Europa partecipano molti “non-produttori”, mentre fuori Europa (America, India, Africa, ecc) sono prevalenti i produttori.

Guardando nella storia delle produzioni biologiche c’è stata un’evoluzione che ha portato, da metà del secolo scorso fino ad oggi, ad inserire via via sempre più elementi nel sistema di certificazione: agli inizi erano i produttori stessi che si davano delle regole e autocertificavano le loro metodologie, poi è stato introdotto il concetto di certificazione da parte di una terza figura (persona o ente) e questo ha portato al sistema attuale dove le regole vengono definite dai poteri pubblici (nel nostro caso la CE), e la vigilanza è garantita da imprese private ed amministrazioni pubbliche.

Gli Organismi di controllo (ODC) stanno nel mezzo tra le autorità competenti ed i produttori. Questo sistema porta ad un costo alto della certificazione e spesso coloro che se ne avvantaggiano sono gli ODC, non i consumatori e nemmeno i produttori.

Impatto e limiti del sistema di certificazione da parte terza:

 

Gestita da imprese private

 

  • Favorisce la monocoltura (le tariffe vengono calcolate in base alle superfici dedicate alle diverse coltivazioni e se un’azienda ha tante piccole superfici con molte colture viene penalizzata; controsenso rispetto alla complessità ambientale che è caratteristica basilare dell’agricoltura biologica)

  • Rigidità nelle norme

  • La certificazione smette di essere uno strumento e si converte nell’obiettivo

  • L’agricoltore viene considerato cliente

  • I prodotti “ecologici” sono penalizzati di conseguenza da un sovra-costo.

Definizione

Per questi motivi nasce la Garanzia Partecipata (SPG), ufficialmente nel 2004 in Brasile.

Ci sono voluti 4 anni per trovare una definizione unica soddisfacente.

Gli SPG sono sistemi di garanzia della qualità operanti su base locale. Certificano i produttori che operano partecipando attivamente nell’impresa e si fondano sulla fiducia, sulle reti sociali e sullo scambio di conoscenze” (IFOAM 2008).

L’autorità competente non ha che da riconoscere l’esistenza di una rete sociale, che può essere fatta da produttori, consumatori, tecnici, istituzioni, a seconda delle situazioni (ad es. in America latina la chiesa, collegata con i campesinos, ha un forte ruolo di partecipazione).

 

FUNZIONAMENTO DELLA SPG

Schema di un possibile funzionamento

Il produttore riempie i formulari ->   Analisi da parte della commissione di visita

                    ||

 

Visita in campo della Commissione di visita => report

                    ||

 

Riunione di valutazione  => programmazione Gruppo + tecnici tappa successiva. Obbiettivo: azienda 100% bio

                    ||

 

Visita del consiglio (produttori, consumatori, tecnici) => Report del consiglio. Approvazione. Consegna dei certificati

 

In ogni area ci sono varianti diverse.

Ad es. in Brasile ci lavorano da 25 anni ed i produttori in SPG sono ormai 15.000 !

 

CARATTERISTICHE SPG

La SPG agisce su più livelli di fiducia:

  • Trasparenza (tutti osservano, c’è un controllo sociale)

  • Dichiarazione del produttore (rispetto della parola)

  • Visita

  • Scambi tra produttori e consumatori

  • Partecipazione di persone esterne

  • Tracciabilità

  • Laboratorio di analisi

Gli SPG sono strumenti e processi per la credibilità, pratici e dinamici, costruiti per e dalle basi.

Esistono tanti SPG quanti sono i possibili contesti sociali, naturali ed economici.

La Garanzia Partecipata favorisce l’agricoltura familiare che si muove al di fuori della logica di mercato; la fiducia è la base, fondamentale è il funzionamento orizzontale: tutti sullo stesso piano.

E’ un sistema che rafforza e dinamizza l’organizzazione interna e consolida le relazioni sociali nel territorio.

Gli SPG creano una base democratica e locale per uno sviluppo realmente sostenibile perché basato sulle persone.

 

ALCUNI ASPETTI PRATICI

Qual è il limite di grandezza dei gruppi che si creano affinché possano funzionare bene? Dipende dalla distanza e dal numero di partecipanti: ad es. prendere decisioni e gestirsi in assemblea in 40 persone inizia a diventare un po’ difficile.

Costi

Bisogna mettere in conto alcune spese indispensabili, ad es. a volte può servire fare delle analisi di laboratorio e questo potrebbe essere il contributo dell’ente pubblico (questa è stata l’esperienza dell’Andalusia per qualche anno), spostamenti, telefono, marchio, ecc.

In Francia buona parte dei costi sono sostenuti da Nature et Progrès. In questo caso N&P prevede all’interno del suo disciplinare un marchio per i cosmetici (che nella legge sull’agricoltura biologica non sono contemplati) pagato dalle ditte di cosmesi; è stato deciso di utilizzare una parte di questi introiti per sostenere le spese inerenti SPG.

In altre zone i contadini si sono auto-tassati di 30€.

Riconoscimento ufficiale

Dai governi al momento non si ha alcun riconoscimento anche se viene chiesto a viva voce da più parti (Nota mia: se avete tempo consiglierei di leggere a questo proposito le 4 pagine molto belline e chiare di Nature et Progrès sulla Garanzia Partecipata).

In Brasile a partire da luglio ci sarà un riconoscimento ufficiale di questo marchio, ottenendo una modifica della legge sull’agricoltura biologica; modifica che è allo studio e in discussione dal 1992!

In Europa si sta lavorando a vari livelli non tanto per l’uso del nome Garanzia Partecipata quanto per il riconoscimento di un sistema di certificazione da parte prima e seconda, non terza.

La “lotta” si svolge su due piani:

  • IFOAM a livello CE sta svolgendo un ruolo fondamentale per l’introduzione di questo concetto.

  • Un altro livello è quello da portare avanti ovunque sul piano della maturazione sociale: ampliamento della rete.

Alcuni esempi di organizzazione di SPG.

Negli schemi di Eva Torremocha che troverete nel sito ci sono schematizzati due esempi di funzionamenti diversi tra Spagna e Francia.

In Francia il sistema è di tipo federativo:

agiscono diversi gruppi locali, riuniti all’interno di Nature et Progrès che pensa alla comunicazione

In Spagna:

il lavoro viene portato avanti in rete dai diversi gruppi locali e spesso un gruppo va a visitare un altro gruppo.

Al momento in Andalusia si sono organizzati nel seguente modo:

chi entra nel sistema di garanzia partecipata passa attraverso un filtro, gli viene assegnato un tutor e per un anno deve partecipare alle assemblee; solo dopo un anno di partecipazione può usare il marchio.

L’adozione di questo sistema è stata determinata dalle condizioni specifiche della zona: infatti ci troviamo in una situazione produttiva a forte esportazione e soggetta al monopolio degli ODC (organismi di controllo).

Le visite in azienda vengono fatte da un gruppo composto da 2 a 5 persone. Per una questione di “privacy” un agricoltore di norma non visita un suo vicino.

Alla commissione di certificazione invece sono presenti tutti e soprattutto l’agricoltore che si presenta da solo. Ciascun gruppo locale ha una sua COMAC (commissione) formata da un minimo di 5 – 6 persone. Quando la COMAC si rinnova è necessario che almeno 2 persone del vecchio gruppo rimangano in modo da poter garantire continuità.

Per i consumatori è necessaria una formazione iniziale sulle norme scelte.

La formazione di norma viene fatta da tecnici ed agricoltori assieme.

Viene programmata una visita all’anno. Nei rari casi in cui c’è un sospetto di un’irregolarità o addirittura una denuncia ed è necessaria un’analisi, se l’analisi conferma l’irregolarità è il produttore a pagare, altrimenti la spesa viene suddivisa su tutto il gruppo.

Esiste anche il problema della tutela del marchio.

Si possono verificare ad esempio delle situazioni in cui, pur avendo concordato con il produttore degli obiettivi di miglioramento, dopo 3-4 anni non si nota alcun tentativo in quella direzione, allora si ritira il marchio per mancanza di volontà di miglioramento.

In casi di irregolarità gravi si ritira il marchio, in altri casi si concorda una sospensione.

In Francia hanno deciso invece che se il produttore è già controllato da un ODC, la visita in azienda si fa un anno sì ed un anno no, ma la riunione per verificare la situazione dell’azienda viene fatta ugualmente tutti gli anni esaminando i documenti che l’azienda deve comunque tenere per l’ODC.

In Francia nella COMAC viene richiesta la presenza sia del produttore che del relatore della visita, in Spagna no perché c’è un controllo sociale molto forte.

Ogni zona trova il sistema di organizzazione più consono alle proprie caratteristiche produttive e sociali.

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI VALIDE PER TUTTI I SISTEMI DI SPG

  • In tutti i casi viene richiesto un riconoscimento ufficiale di SPG

  • SPG certifica aziende non prodotti

  • SPG sono sistemi in continua evoluzione per la loro capacità di adattamento e risposta al contesto in cui operano

  • La partecipazione si stabilisce a vari livelli a seconda della maturità del sistema

(Riassunto a cura di Francesca Castioni)