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RIFORMA PAC POST 2013

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Sottotitolo: 
Per un uso più giusto e più sostenibile dei pagamenti diretti
Indice: 
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Il Coordinamento Europeo Via Campesina invia un testo di 3 pagine da utilizzare nei nostri incontri e nelle azioni di sensbilizzazione verso i nostri deputati europei prima del voto in plenaria del 22-23 giugno a Bruxelles. Il testo esprime le posizioni del Coordinamento. 
 
1.  Pagamenti diretti per attivo
Per dare priorità al lavoro, contadino e salariato, e così dinamizzare il mondo rurale, la PAC post 2013 deve passare da un pagamento per ettaro o pagamento, spesso, storico, ad un pagamento per lavoratore attivo.
  • I pagamenti diretti devono essere legati al lavoro piuttosto che alla superficie, non solo per quanto riguarda il «tetto massimo» dei pagamenti, come proposto dalla Commissione, ma per ogni pagamento diretto. Essi devono venire calcolati per persona attiva che lavora sull’azienda (contadino e contadina, salariato e salariata). In caso di salariati, il legame all’attivo permette anche di ridurre l’impiego illegale di manodopera, essendo considerati solo i lavoratori dichiarati regolarmente.
  • Una persona attiva è chi, su un’azienda agricola, partecipa al lavoro di produzione1 agricola. 
2. Un tetto massimo  per i pagamenti diretti
La PAC deve essere socialmente legittima: è sempre meno accettato dai cittadini che la gran parte dei fondi pubblici siano versati ad una minoranza di aziende. I premi versati senza la fissazione di un tetto massimo dal 1992 hanno creato in ambito rurale una forte concorrenza fra agricoltori.
 
3. Socio-condizionalità
Ogni azienda, per avere il diritto di ricevere i pagamenti diretti, deve rispettare i diritti dei lavoratori.
4. Favorire  la presenza di un gran numero di piccole aziende
ECVC considera primario apportare un sostegno particolare alle piccole aziende, importanti per la sicurezza alimentare di numerose regioni dell’Europa.
E’ importante che questo sostegno si faccia nel quadro del primo pilastro della PAC perché esso riguarda tutti gli Stati Membri e quindi tutte le piccole aziende. Sostegni complementari o altre facilità devono essere forniti col secondo pilastro.
5. Una PAC «più verde»
L’era dell’agricoltura basata sul petrolio è terminata. E’ ineluttabile prendere atto del cambiamento climatico. 
I sostegni devono portare a cambiare i modelli agricoli verso sistemi sostenibili. Senza cambiare modelli produttivi troppo intensivi, non affronteremo i gravi problemi ambientali.
Noi proponiamo che si prendano in considerazione modelli di produzione favorevoli all’ambiente, come l’agricoltura biologica, la rotazione obbligatoria delle colture sulla stessa parcella, il mantenimento o l’instaurazione di prati permenenti (stoccaggio di carbonio) e rotazioni comprendenti colture proteaginose (per granella o foraggio).
Il tema delle proteine vegetali è centrale e in questo il PE può giocare un ruolo positivo. L’UE deve finalmente uscire dalla sua dipendenza dalle importazioni e sviluppare la sua propria produzione. Per le produzioni di carne bovina, ovina, latticini, i prati devono essere favorti nei confronti del modello mais-soia-liquami.
Ciò avrebbe numerosi aspetti positivi per l’ambiente (carbonio, biodiversità, fertilità dei suoli, meno concimi azotati, meno trasporti di mangimi, meno eccedenze di liquami, …)
6. Budget PAC, competitività, dumping
Occorre raggiungere anche una legittimità internazionale. Ora, su questo punto, la proposta della Commissione europea, insistendo sulla «competitività internazionale», continua a fare delle esportazioni una priorità, mentre i prezzi agricoli di numerosi prodotti restano inferiori ai costi di produzione europei e questi prodotti non potrebbero essere disponibili per l’esportazione se i produttori non fossero aiutati con i pagamenti diretti. 
Questi sono quindi chiaramente, per i prodotti esportati, degli aiuti all’esportazione che, come facevano e ancora fanno i soliti aiuti all’esportazione, possono rovinare le capacità produttive e commerciali dei produttori del Sud nei loro stessi mercati: il dumping continua.
 
7. La 4° opzione per riformare la PAC (movimento FoodSovCap)
Dato che le 3 opzioni della Commissione Europea per riformare la PAC non rispondono alle sfide poste, il movimento Europeo per la sovranità alimentare ed un’altra PAC (FoodSovCap), di cui ECVC è membro fondatore, propone una 4° opzione basata sulla sovranità alimentare dell’UE - http://www.eurovia.org/spip.php?article457- che prevede:
  • prezzi giusti e stabili per i produttori ed i consumatori;
  • una regolazione della produzione e dei mercati agricoli europei;
  • una produzione contadina sostenibile con minor consumo d’intrans ed energia;
  • la fine di ogni dumping verso i paesi terzi, accompagnata da diritti doganali;
  • la trasparenza ed il riequilibrio dei margini nel settore alimentare fra produzione, trasformazione, distribuzione;
  • una politica rurale complementare che priorizza l’impiego agricolo e rurale, l’insediamento, i circuiti corti di distribuzione.
Rue  de la  Sablonnière 18 – 1000 Bruxelles – tel +32 2 217 31 12- info@eurovia.org – www.eurovia.org

1 Compreso il lavoro di gestione, contabilità, etc….

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